Agenzia Hawzah News – Nel patrimonio spirituale islamico sciita, numerosi insegnamenti sottolineano il valore della perseveranza nella fede durante i momenti di oscurità e difficoltà. Tra questi spicca una tradizione riportata dall’Imam Sajjad (pace su di lui), il quarto Imam della Famiglia del Profeta, che dichiara:
مَنْ ثَبَتَ عَلی وِلایَتِنا فی غَیْبَةِ قائِمِنا اَعْطاهُ اللّه اَجْرَ اَلْفِ شَهیدٍ مِثْلَ شُهَداء بَدْرٍ وَ اُحُدٍ
«Chi rimane saldo nella nostra wilāya [autorità] durante l’occultamento del nostro Qā’im [l’Imam Mahdi], Allah gli concederà la ricompensa di mille martiri simili ai martiri [delle battaglie] di Badr e Uhud»
Queste sublimi parole dell’Imam Sajjad, pace su di lui, narrate dalla celebre opera enciclopedica Bihar al‑Anwar (vol. 52, pag. 125), riflettono la grandezza spirituale attribuita alla fedeltà all’Imam Immacolato, soprattutto in tempi in cui la sua guida e autorità divina è occultata e la prova della pazienza si fa più intensa. Nel pensiero sciita, l’occultamento dell’Imam Mahdi (che Iddio ne affretti la manifestazione) non è una mera assenza, ma un cruciale banco di prova per i credenti, chiamati a mantenere viva la speranza, la giustizia interiore e l’integrità morale.
Il paragone con i gloriosi martiri di Badr e Uhud — due battaglie fondamentali nella storia dell’Islam — mette in luce l’enorme valore spirituale di chi resta fedele in un’epoca di incertezza. Non si tratta soltanto di resistere passivamente, ma di custodire la fiamma della fede, continuare a testimoniare la verità e sostenere i principi dell’Imam anche in sua assenza.
Così, l’insegnamento dell’Imam Sajjad invita ogni credente a trasformare l’attesa in azione interiore, la speranza in fedeltà viva, e la fede in testimonianza quotidiana, con la promessa che ogni gesto di costanza e sincerità riceverà la ricompensa di mille dei migliori martiri.
Mostafa Milani Amin

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